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Prossimi Appuntamenti in oratorio


  • Venerdì 19 ottobre: ACR per i ragazzi/e delle medie, alle 15.00 in oratorio maschile
    Apertura Ss.Quarantore, alle 16.50 in chiesa parrocchiale. Al termine, l'adorazione Eucaristica continuera' in chiesa parrocchiale
  • Sabato 20 ottobre: Ss.Quarantore: visita personale all'Eucarestia
    Adorazione Eucaristica Comunitaria, alle 21.00 in chiesa parrocchiale
  • Domenica 21 ottobre: Adorazione Eucaristica per i ragazzi/e degli oratori, alle 14.45 in chiesa parrocchiale
    Castagnata, alle ore 16.00 in oratorio maschile
    Processione Eucatistica di chiusura delle Ss.Quarantore, alle 20.30
  • Venerdì 26 ottobre: ACR per i ragazzi/e delle medie, alle 15.00 in oratorio maschile
  • Sabato 27 ottobre: CFC giovani, alle 21.00 in oratorio maschile
  • Domenica 28 ottobre: Oratori regolari - scheda 5 del catechismo
Domenica in Oratorio

Trascriviamo, con qualche aggiustamento, il testo del Progetto Pastorale parrocchiale nella parte che riguarda gli oratori.

L’offensiva antieducativa è sistematica. E dunque o sarà sistematica anche l’educazione nelle nostre comunità o tutto rimane sulpiano dei principi enunciati, molto enunciati, ma senza corrispettivo nelle esperienze e nella formazione? Ci fu un tempo, non troppo lontano, in cui si disse che alcune strutture educative avevano un valore di supplenza e quindi non avevano più ragione di esistere in una società diventata adulta e in grado di offrire servizi. Ma questa società è diventata plurima e mai come oggi specie nei confronti delle nuove generazioni è in grado di offrire un arco molto ampio di proposte, che però sembrano tutte uguali, tutte dello stesso valore quando invece si differenziano soprattutto verso il basso, per cui non è possibile per un’agenzia educante quale è la Chiesa rimanere sull’orizzonte senza una sua visibilità forte e senza un accento di proposta integrale che suoni non solo concorrente, ma alternativa. Per questa ragione oggi si parla di ritorno all’oratorio, ma luogo di creatività e di elaborazione né troppo elitaria né troppo populista. Non si tratta nemmeno di preservare, di trattenere il flusso della massa giovanile verso i luoghi del consumismo mercantile, ma di proporre alternative positive che siano di rottura per un’espressività che abbia contenuti e modelli organizzativi migliori per la soggettività giovanile che ne diventa protagonista. L’oratorio tradizionale era alternativo alla strada e quindi non necessitava di grandi mezzi e di grandi risorse di immaginazione. Oggi invece si tratta di creare luoghi e strumenti alternativi e quindi di proporsi non come qualcosa che copre un vuoto, non essendoci altro, ma come qualcosa di diverso, di più autentico e anche di più ricco culturalmente e ludicamente.

Se volessimo definire che cos’è l’oratorio, potremmo rifarci ad alcuni recenti ed autorevoli pronunziamenti che, confermando una plurisecolare tradizione degli oratori milanesi, così si esprimono: «Nel progetto diocesano di pastorale giovanile, l’oratorio è l’istituzione attraverso la quale la parrocchia realizza il suo compito educativo di formare cristiani adulti nella fede, che offrano nella Chiesa e nella società una testimonianza matura della loro adesione a Cristo».
Tale definizione conferma quanto scriveva l’allora cardinale Montini nel suo “Decalogo degli oratori”, descrivendo in questi termini le finalità dell’oratorio:
1. Istruzione religiosa regolare, sistematica, interessante.
2. Preghiera, assistenza alla Messa parrocchiale, frequenza ai sacramenti, canto sacro, servizio all’altare, vita interiore.
3. Formazione cristiana forte, serena, sociale, militante.

Ne deriva che l’oratorio non è un ambiente generico di intrattenimento (secondo il detto: “meglio lì che altrove”), di ricreazione, di ritrovo amicale fine a se stesso, ma è fortemente caratterizzato da una proposta chiara che si propone obiettivi non vaghi e indistinti ma intensamente caratterizzati in senso cristiano. Per perseguire questi obiettivi si è utilizzato un metodo che può essere definito “della globalità”, ovvero si vuol curare non solo un settore della vita del ragazzo ma la sua formazione integrale. Se deve essere educazione globale, l’oratorio non può essere solo catechesi, solo gioco, solo sport, solo Liturgia, ma il risultato della combinazione armonica di tutti questi momenti.
Si è riusciti pertanto a realizzare un “circuito educativo” Liturgia-catechesi-vita oratoriana capace di creare un “ambiente educativo” (la definizione è del Card. Martini) caratterizzato dalla presenza di valori praticamente e quotidianamente vissuti, in cui il ragazzo è educato come per “immersione”; non attraverso una testimonianza verbale ma grazie alla presenza di modelli concreti di vita e di uno “stile” a cui volentieri, per imitazione e per progressiva assimilazione, aderisce.
Il Sinodo (Cost 218) fornisce questa definizione di oratorio:
«... è una comunità che educa all’integrazione fede-vita, grazie al servizio di una comunità di educatori, in comunione di responsabilità e di collaborazione con tutti gli adulti. Il metodo dell’oratorio è quello dell’animazione, che consiste nel chiamare i ragazzi a partecipare a proposte educative che partono dai loro interessi e dai loro bisogni». Per mettere in pratica questa indicazione pastorale il nostro oratorio, dal 1993 ha scelto la formula dell’oratorio domenicale realizzando così il circuito educativo liturgia-catechesi-vita. La domenica deve essere a tutti gli effetti il giorno del Signore, con un’oratorio impostato nella più limpida adesione alla tradizione ambrosiana.

ORATORIO FERIALE
È l’oratorio estivo che rientra nelle finalità dell’itinerario religioso e cristiano di educazione alla fede. In tutti questi anni si è voluto dare un’impronta chiara all’Oratorio feriale, troppo spesso interpretato da molti come pura ricreazione estiva, vacanza (da “vacante”, cioè tempo del vuoto, del dolce far niente), opera sociale, ecc. In qualità di cristiani dovremmo ritenere l’annuncio di Gesù e della sua salvezza lo scopo primario del nostro agire. Tutto il resto, cioè il gioco, il tempo libero, la socializzazione, l’assistenza, la prevenzione, dovrebbero rimanere nell’ambito dei mezzi. Alla base di tutto il nostro operare ci deve essere l’idea che il miglior servizio che si possa assicurare all’uomo, al giovane, al bambino è l’annuncio di Gesù come Via, Verità e Vita. Questa è la prima forma di carità per un cristiano: la carità della Verità e del suo indomabile annuncio. In un’ottica cristiana anche gli altri servizi di tipo assistenziale, sociale, ricreativo, culturale, sono decisamente subordinati a questo scopo primario caratteristico della Chiesa. Occorre dire che quest’annuncio della Verità lo si propone con uno stile, sicuramente accattivante: vita di gruppo, megagiochi, la grande competizione della caccia al tesoro a tema etc. Durante l’Oratorio feriale il ragazzo fa esperienze di vita che, proprio perché ha in Gesù il suo fondamento, può esprimersi in termini di gioia, di entusiasmo, di preghiera, di gusto di impegnarsi, di generosità. Esattamente l’opposto di quella tendenza alla banalità e al disimpegno che spesso si rimprovera ai ragazzi d’oggi.

VACANZA ESTIVA
La vacanza estiva è fondamentalmente una palestra per futuri animatori. Si tiene nel periodo estivo, dopo l’Oratorio Feriale. Vengono ammessi ai due turni di campeggio i ragazzi e le ragazze dalla terza elementare che hanno regolarmente frequentato l’anno oratoriano.

Oratorio maschile: via Roma, 8. Referente: Dario Cosmotti, tel. 0331/658393
Oratorio femminile: via Manzoni, 2. Referente: Suor Gabriella Belleri